Se siete fumatori accaniti, preparando i bagagli per il vostro prossimo viaggio in Cina vi sarete quasi sicuramente chiesti se in Cina esiste il divieto di fumare nei luoghi pubblici come in Italia e se c'è qualche differenza tra le normative dei due paesi.
Per quanto riguarda il primo punto, in Cina, così come in Italia, è vietato fumare nei luoghi pubblici. Per andare sul sicuro ed evitare sanzioni, tenete a mente questa piccola regola: dove non potreste fumare in Italia, secondo la legge anche in Cina è vietato.
Le “Legge per il controllo del fumo nei luoghi pubblici” è un insieme di divieti, regole e normative statali per la salute pubblica che sono state proposte al Consiglio di Stato (State Council) a fine ottobre 2014 e sono entrate in vigore il 1 giugno 2015. L'obiettivo principale di questa legge è proibire il fumo all'interno dei locali pubblici di tutta la Cina e, riconoscendo il fumo come un grave problema per la salute pubblica del paese, scoraggiare l'acquisto di tabacco e diminuire drasticamente il numero di fumatori.
Volete saperne di più? Continuate a leggere l'articolo: vi spieghiamo meglio perché in Cina le sigarette sono tanto diffuse e quali sono i contenuti principali di questa nuova legge che proibisce il fumo nei luoghi pubblici.
Se avete già viaggiato in Cina, avrete quasi sicuramente notato che, purtroppo, non è raro vedere divieti di fumo non rispettare in ristoranti, pub, dicoteche e altri locali pubblici: nonostante esistano i divieti e una legge molto severa, la maggior parte dei gestori e dei proprietari dei locali temono di perdere clienti denunciando alle autorità i trasgressori.
In Cina si può dire che il fumo è un vero e proprio vizio “culturale”, quindi qualcosa di molto radicato nella popolazione cinese, soprattutto maschile: offrire sigarette è un gesto che equivale al nostro offrire un caffè quando ci si incontra con gli amici o con i parenti. Pensate che anche ai matrimoni vengono distribuiti pacchi di sigarette agli invitati adulti, alla pari dei nostri confetti; esiste una marca apposta da offrire: le sigarette di marca Xi, riconoscibili dal pacchetto rosso e dal carattere 囍 stamapato sulla confezione. La parola Xi, associata al carattere 囍 significa “doppia felicità” ed è generalmente usata sui biglietti d'auguri per i matrimoni: quasi a voler dire che queste sigarette sono di buon auspicio!
Fumare è anche un rituale delle cene di lavoro tra colleghi o con potenziali clienti. Per queste occasioni ci sono regole di comportamento non scritte per quanto riguarda il fumo: i sottoposti e i più giovani sono quelli che offrono le sigarette ai superiori e agli ospiti più importanti della tavolata. Rifiutare è un gesto molto scortese secondo il galateo cinese, soprattutto in questo tipo di occasioni considerate formali, e una volta ricevuta una sigaretta bisogna accenderla subito; di solito viene accesa da chi l'ha offerta e il ricevente deve coprire la fiamma dell'accendino con entrambe le mani.
Anche la scelta della marca del pacchetto di sigarette fa parte di questo rituale: si offrono sempre sigarette delle marche più rinomate nazionali o estere. Si dice che molti tra i fumatori cinesi portino sempre con sé due pacchetti, uno economico da fumare normalmente e uno più costoso da offrire quando serve. Questa gestualità dell'offrire e ricevere sigarette si applica in tutte le occasioni considerate formali, anche quando ci si incontra con parenti più anziani o con gli amici.
Un altro aspetto curioso legato alla cultura del tabacco in Cina è che i fumatori sono soprattutto uomini. Come si vede dai film, dove il fumo di sigarette è associato a personaggi femminili dalla dubbia moralità, come prostitute o componenti di organizzazioni criminali, fumare non è considerata un'abitudine (o vizio) adatto alle donne. Tra la fascia più giovane della popolazione invece si inizia ad assistere a un aumento delle fumatrici: le ragazze iniziano a fumare come un gesto per emanciparsi, sentirsi più grandi e fare colpo.
Nel 2005 la Cina ha firmato la “Convenzione quadro per il controllo del tabacco” dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, un trattato internazionale per la tutela della salute pubblica e il riconoscimento dei danni provocati dal tabacco. All'epoca la Cina era il più grande paese produttore e consumatore di tabacco. A questo primo importante passo verso la lotta contro il fumo, è seguita una prima legge emanata dal governo cinese nel 2008 per vietare le sigarette nei luoghi pubblici: tuttavia, nonostante nelle principali città cinesi esistesse questo divieto di fumare nei locali pubblici, il tasso di fumatori (e di trasgressori del divieto) è rimasto molto elevato, così come il tasso di malati per patologie legate al fumo.
La legge del 2008 era in vigore a Pechino, Shanghai, Hangzhou, Guangzhou, Harbin, Tianjin, Lanzhou, Shenzhen, Changchun e altre 13 città. Questa è stata la prima importante mossa del governo per mostrare la sua posizione nei confronti di questo tema così tanto dibattuto a livello internazionale tra gli anni Novanta e i primi Duemila: in questo modo, la Cina ha dato prova di voler mettersi al pari degli altri paesi occidentali per quanto riguarda la tutela della salute pubblica e le campagne contro il tabacco.
Secondo i sondaggi effettuati prima della proposta di legge, tra 2013 e 2014, in Cina il numero di fumatori di età superiore a 15 anni supera i 300 milioni, di cui il 52,9% sono di sesso maschile: è uno dei più alti tassi di fumatori di tutto il mondo. Anche i dati sui fumatori giovani e adolescenti sono allarmanti: tra gli studenti delle scuole medie di età compresa tra i 13 e i 15 anni si trova un preoccupante 6,9% di fumatori, di cui l'82,3% afferma di aver provato a fumare anche prima dei 13 anni.
Oltre a ciò, circa 740 milioni di non fumatori sono soggetti a fumo passivo: secondo le statistiche, il 72,9% degli studenti delle scuole medie inferiori è esposto al fumo passivo in casa, in luoghi pubblici al coperto, in luoghi pubblici all'aperto o sui trasporti pubblici. Il numero di decessi per malattie legate al fumo raggiunge 1.366 milioni ogni anno, più del numero totale di decessi causati da AIDS, tubercolosi e malaria. Questi dati hanno portato alla luce e reso più evidente il problema del fumo; il gruppo di esperti che ha lavorato alla proposta di legge ha definito il tabacco un vero e proprio ostacolo per la salute pubblica e lo sviluppo economico del paese.
È da qui che sono partite importanti campagne anti fumo e si è stabilita la necessità di creare delle nuove normative contro il fumo. Gli obiettivi principali di queste nuove normative del 2015 sul controllo del fumo nei luoghi pubblici sono tre. Prima di tutto sono stati definiti meglio quali sono i luoghi in cui è vietato fumare: è vietato fumare in tutti i locali pubblici al coperto e al chiuso e in alcuni luoghi pubblici all'aperto. Vediamo quindi nel dettaglip quali sono i luoghi pubblici dove è attivo il divieto. Per quanto riguarda gli spazi al chiuso è vietato fumare:
La legge stabilisce anche alcuni luoghi pubblici all'aperto dove è vietato fumare, in particolare:
Secondo la legge è possibile adibire delle aree fumatori in alcuni luoghi pubblici, ma questi devono essere spazi e locali non destinati ad attività per l'infanzia e per i minori; in particolare, è possibile creare delle aree per i fumatori:
Tuttavia, queste sale e spazi per i fumatori devono essere a norma di legge e rispettare tutte le normative vigenti; in particolare devono:
Nelle sale e aree fumatori dei luoghi pubblici ci devono anche essere cartelli e manifesti informativi sui rischi del fumo e del fumo passivo. Infatti, il secondo importante obiettivo della nuova legge contro il fumo è diffondere tra la popolazione la consapevolezza dei rischi legati al tabacco.
Tra le misure attuate dal governo in questo senso, c'è stato anche l'aumento del costo delle sigarette e la stampa di slogan e avvertimenti ben visibili su tutti i pacchetti di sigarette. L'intera società è incoraggiata a partecipare al controllo del fumo nei luoghi dov'è vietato: è stato anche istituito un numero di telefono per fare denunce anonime.
Insegnanti, poliziotti, impiegati di uffici a contatto con il pubblico, medici e tutte le persone che occupano cariche pubbliche o di rilievo per la società sono tenuti a dare il buon esempio e a non fumare davanti a sottoposti, clienti, studenti o pazienti. Oltre a tutti i divieti, la nuova legge prevede un inasprimento delle pene, con multe e sanzioni fino a 1500€ per i trasgressori. Inoltre, dopo tre sanzioni, i trasgressori sono segnalati su un apposito sito e potrebbero esserci conseguenze a livello del cosidetto “credito sociale”.
Il terzo obiettivo è prevenire il fumo tra i minori: la legge infatti stabilisce che è vietata la vendita di tutti i prodotti del tabacco ai minori. Le scuole devono partecipare attivamente al controllo per far rispettare le normative dentro e fuori le scuole e promuovere le campagne antifumo.
Dal 2015 a oggi la situazione è migliorata e le campagne contro il fumo hanno dato i primi frutti. La strada è ancora lunga e, purtroppo, in alcuni locali i divieti sono ignorati. I primi cambiamenti sono già evidenti; sono sempre più i gestori e proprietari di ristoranti, bar e pub che scelgono di far rispettare la legge, soprattutto nelle grandi città come Pechino, Shanghai, Hangzhou, Shenzhen o Guangzhou e nelle zone dove era entrata in vigore la prima legge per il controllo del fumo del 2008.